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Neto
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Il mwbwfiume Neto è un fiume della mwcaCalabria, il secondo per lunghezza e portata di tutta la regione.

Contents

Note

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Descrizione

Il mwdaNeto (o "Nìatu" in forma dialettale) è il secondo fiume più importante della mwdqCalabria dopo il mwdgCrati per lunghezza (80mwdw km), superficie di bacino (1.073mwea km²) e portata media annua (oltre 11 mweqm³/s cite-ref-1[1] alla foce).

Nasce sulla mwiqSila alle falde nord-orientali del monte Sorbello (1856mwig mmwiw mwjas.l.m.), in mwjqprovincia di Cosenza, nel comune di mwjgCasali del Manco, nelle immediate vicinanze di mwjwBotte Donato, la principale vetta dell'acrocoro silano, scorrendo profondamente incassato e ricevendo svariati affluenti che ne incrementano progressivamente la portata: da destra i fiumi mwkaArvo e mwkqAmpollino, da sinistra il fiume mwkgLese e nei pressi della foce, la fiumara Vitravo.

Costeggia il centro storico di mwlqSan Giovanni in Fiore, di Rocca di Neto, e la frazione Corazzo di mwlgScandale limitrofa a mwlwRocca di Neto. Presso il paese di mwmaCotronei il fiume entra in mwmqprovincia di Crotone allargando notevolmente il proprio letto in un ampio conoide alluvionale e costeggiando per alcuni km un tratto della mwmgstatale 107 per mwmwCrotone.

Superato il centro di mwnqRocca di Neto il fiume rallenta la sua corsa, scorrendo con andamento meandriforme per poi sfociare nel mwngMar Ionio all'altezza di contrada "Fasana", nel territorio di mwnwStrongoli (KR); qui il fiume costituisce il confine amministrativo tra i Comune di Strongoli e di Crotone.

Idrologia

Il Neto è il secondo fiume della mwogCalabria per portata dopo il mwowCrati con oltre 11mwpa m³/s di media annua pur risentendo di regime tipicamente torrentizio con piene notevoli e talvolta imponenti nella stagione invernale (anche di 280mwpq m³/s) e magre pesantissime in estate con valori che tuttavia difficilmente scendono sotto i 4mwpg m³/s.

Le sue acque sono sfruttate intensivamente per l'mwqairrigazione e la produzione di mwqqenergia elettrica.

Affluenti

Il Neto riceve molti affluenti, la maggior parte dei tali sono semplici fiumare a carattere torrentizio.

Le fiumare principali sono:

• Acqua di Pietra
• Aria di Milo
• Caprisia
• Cardoneto
• Cavaliere
• Coppo
• Framosetta
• Frappa
• Le Gorne
• Mellaro
• Mezza Latina
• Palombelli
• Rovalicchio
• Scarda
• "Valle di Righio"

I fiumi principali che affluiscono nel Neto sono:

• mwwaAmpollino
• mwwgArvo
• Cufalo
• Garga
• Lenzano
• Lepre
• mwyqLese
• Senapido
• Vitravo

Elementi storici e letterari

Secondo il racconto riportato in Strabone VI, 1, 12, presso il fiume Νέαιθος sarebbe si sarebbero recati degli mwzwAchei di ritorno dalla guerra di Troia; vagando nei pressi del delta del fiume, esplorarono i luoghi, lasciando incustodite le proprie navi, che vennero incendiate dalle prigioniere troiane rimaste sole sulle navi e stanche del lungo e faticoso viaggiocite-ref-2[2]. Il nome in greco del fiume, significherebbe "navi incendiate" (ναῦς /náus/ cioè "nave" unito al verbo αἴθω /áithoo/ ovvero bruciare, quindi "navi bruciate"). Apollodoro (Apollod. Epit. 6.15c) individua nel fiume Neto il luogo in cui le sorelle, chiamate "Nauprestides", si ribellarono contro i loro padroni greci.cite-ref-0-3-0[3]. Rinvenimenti archeologici dell'età sembrano confernare tale raccontocite-ref-4[4].

Ancora nei racconti degli achei di ritorno da Troia, mwdqLicofrone nell'mwdgAlexandra 919 e ss (IV sec. a.C.), pone presso la foce del fiume Neto (εὐρὰξ ’Αλαίου Παταρέως ἀνακτόρων, Ναύαιθος ἔνθα πρὸς κλύδων' ἐρεύγεται) la tomba di mwdwFilottete, arrivato nel crotonese e poi morto in battaglia combattendo contro gli Ausoni Pelleni per difendere un gruppo di Rodii naufraghicite-ref-0-3-1[3].

Il fiume Neto è ricordato in mwfqTeocrito (Idillio IV, 17 e ss.): il "mwfgNeto (Νήαιθον) dove crescono tutte le erbe buone, grano di capra, còniza e cedrina dal buon odore"cite-ref-0-3-2[3].

Nella tarda età classica insediamenti (fattorie) sono segnalate nella piana vicino al corso del Neto in loc. Gangemi, di Fasana e di Serpitocite-ref-5[5].

In età romana la mwiqviabilità romana interseca il Neto; nell’mwigItinerario Antonino, prima del guado è posta la mwiwstatio di Meto, in territorio di Strongoli, a 32 miglia da mwjaPaternum (oggi Crucoli Torretta) e a 24 miglia dalla statio di mwjqTacina. La posizione della statio di Meto non è nota, ma si ritiene prossima alla confluenza tra i fiumi Vitravo e Neto, sempre in territorio di Strongoli, non lontano dalla “Pietra del Tesauro”, forse come stazione di supporto all'attraversamento del fiumecite-ref-6[6]cite-ref-7[7]. La mwlgPietra del Tesauro è un mausoleo funerario, uno dei pochi noti in Calabria, ben conservato da datarsi intorno alla prima metà del II sec. d.C.cite-ref-8[8].

Verso la fine del medioevo, lungo la strada avveniva costiera ionica presso la mwnaScafa del Neto il traghettamento del fiume; qui era esatto il diritto fiscale di scafa oggetto di concessione feudale, che gravava sulle persone, sulle cose e sugli animali, che si servivano della scafa per passare il fiume da una riva all’altra. Le prime notizie sul diritto di Scafa sul fiume Neto riguardano una indagine regia eseguita il 14 giugno 1467cite-ref-9[9].

Note

cite-note-11. mwpwmwqamwqqDefinizione Delle Condizioni Idrologiche Di Riferimento E Stima Del D (mwqgmwqwPDF), su mwraregione.calabria.it. mwrqURL consultato il 1º ottobre 2009 mwrg(archiviato dall'mwrwurl originale l'11 dicembre 2015).
cite-note-22. mwswGiuseppe Celsi, mwtamwtqErcole, Miscello, Apollo Pizio e la fondazione di Crotone, su mwtgGruppo Archeologico Krotoniate (GAK), 15 marzo 2020. mwtwURL consultato il 26 ottobre 2024.
cite-note-0-33. mwvwmwwamwwqFrancesco Lopez - Il mito di Filottete e le paludi della valle del Neto (2021), su mwwgGruppo Archeologico Krotoniate (GAK), 30 maggio 2022. mwwwURL consultato il 26 ottobre 2024.
cite-note-44. mwxwGruppo Archeologico Krotoniate, mwyamwyqLa Guardia di Finanza scopre un sito di grande importanza archeologica nel Fiume Neto, su mwygGruppo Archeologico Krotoniate (GAK), 19 aprile 2018. mwywURL consultato il 26 ottobre 2024.
cite-note-55. mwzwSalvatore Medaglia, mw0aCarta Archeologica della Provincia di Crotone, 2010.
cite-note-66. mw1aA.Taliano Grasso, mw1qLa viabilità romana nell’attuale provincia di Crotone, 1997.
cite-note-77. mw2qGiuseppe Celsi, mw2gmw2wStrongoli / Petelia / Murge, su mw3aGruppo Archeologico Krotoniate (GAK), 7 novembre 2019. mw3qURL consultato il 26 ottobre 2024.
cite-note-88. mw4qGiuseppe Celsi, mw4gmw4wStrongoli / Mausoleo romano detto “Pietra del Tesauro” o “del Tesoro”, su mw5aGruppo Archeologico Krotoniate (GAK), 10 novembre 2019. mw5qURL consultato il 26 ottobre 2024.
cite-note-99. mw6qmw6gmw6wIl Passo di Neto, su mw7aArchivio Storico Crotone, 11 giugno 2021. mw7qURL consultato il 26 ottobre 2024.

Voci correlate

• mw8qVal di Neto

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